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Nome: luigi sir lapo
Eccomi qua ! Here i'm ! sono aedo08, discepolo di aedo07 ossia il maestro Rainer ..... corro verso una ricerca fatta di suoni e di assurdo .......sempre convinto di poter un giorno trovare l'Assurda Ragione.
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Posso scrivere i versi più tristi questa notte
Scrivere, ad esempio : La notte è stellata,
e tremolano, azzurri, gli astri in lontananza.
Il vento della notte gira nel cielo e canta.
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Io l'amai , e a volte anche lei mi amò .
Nelle notti come questa la tenni tra le mie braccia.
La baciai tante volte sotto il cielo infinito.
Lei mi amò, a volte anch'io l'amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Pensare che non l'ho.
Sentire che l'ho perduta.
Udire la notte immensa, più immensa senza lei.
E il verso cade sull'anima come sull'erba in rugiada.
Che importa che il mio amore non potesse conservarla.
La notte è stellata e lei non è con me.
E' tutto.
In lontananza qualcuno canta.
In lontananza.
La mia anima non si rassegna ad averla perduta.
Come per avvicinarla il mio sguardo la cerca.
Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.
La stessa notte che fa biancheggiare gli stessi alberi.
Noi quelli di allora, più non siamo gli stessi.
Più non l'amo, è certo, ma quanto l'amai.
La mia voce cercava il vento per toccare il suo udito.
D'altro.
Sarà d'altro.
Come prima dei suoi baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro .
I suoi occhi infiniti.
Più non l'amo, è certo, ma forse l'amo .
E' così breve l'amore, ed è sì lungo l'oblio.
Perché in notti come questa la tenni tra le mie braccia,
la mia anima non si rassegna ad averla perduta.
Benché questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa
e questi siano gli ultimi versi che io le scrivo.

Vita segreta, vita che scorri
lieta e apparente, in mente
mi lasci dolce e dolente di te il segno.
E lei, e l’altra,
la tenera principessa e
l’amico e’l maestro forte,
sfiorati dal vento tremendo di morte.
Malinconia è la via già percorsa,
più breve ed ignoto è il passo davanti,
il lasso di tempo che come una morsa
stringe l’abbraccio di lune calanti.
Spleen, ideale, diceva il poeta
che ali inetto ne sbatter poteva e
gemeva ed ora muto non parla e
pur si sente …. La gloria del tempo.
.Luigi.

Di donde destin dolente
talvolta la traccia travii,
sospiri per far della mente
fardelli di nubi su navi
partenti per mondi nascosti
su posti latenti d’amori già morti.
.Luigi.
La profondita del mare,
il colore del cielo,
sono i "tuoi" occhi, come
di un magico sguardo d'argento.
.Luigi.
Ho riflettuto a lungo il colore dei tuoi occhi e non saprei dire se sono una artistica mistura tra un clair de lune ed un tocco lieve di Modigliani o se semplicemente sono dipinti con un colore iperuranico.
Madame .... accetti questo piccolo omaggio ai suoi splendidi occhi.
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del tempo ormai morto,
l’Angelo, assorto di
stelle e magica quiete.
Stanco il pastore
coperto di un velo, miete
un pranzo frugale e come
Alveare accoglie l’amore,
poi…lento si stende.
Ancora la neve
imbianca la terra,
sul sangue ormai lieve
rimbomba il fragor della guerra.
E’ nato per noi il
Pargol divino, oggi è
Il dì di natale…e muore
Innocente un altro bambino.
Gerusalemme risorta,
attendesti almeno il dì
tremendo per immolar, gemendo,
il Cristo, di odio umano assorta.
E oggi che nasce di nuovo,
oggi che Amore rinnovo…
tu pace non vuoi e stanco ritrovo
l’odio dell’uomo di anni passati.
Tra pianti e malati,
soffia una soffice brezza di pace.
La terra rimane contesa tra spiriti
Morti che mai l’avranno presa e
intanto brucia…la sacra brace.
Il sangue rovente arde dei colori
delle bandiere, aspettano miti
le fiere i corpi distesi, l’orgoglio
li mescola arresi a terra, stanchi…inanimati.
Uomo che guardi i
tuoi piedi, stretto tra
fiati e pensieri…guarda e sii pure perplesso !
“Non è forse lo stesso sangue che scorre a terra,
non è una cosa stupida questa dannata guerra ?”
L’unico a trionfare davvero è l’Uomo morto e oggi
il Cristo risorto ti mostra la vita…unica cosa certa.
.Luigi.
Profumi, colori e sapori di una magica terra






Sensazione
Nelle azzurre sere d’estate andrò per i sentieri
punzecchiato dal grano a pestar l’erba tenera:
trasognato sentirò la sua frescura sotto i piedi
e lascerò che il vento mi bagni il capo nudo.
Io non parlerò, non penserò più a nulla:
ma l’amore infinito mi salirà nell’anima,
e andrò lontano,
molto lontano,
come uno zingaro nella natura,
lieto come con una donna
A. Rimbaud
Cosa rimane di mille nottate ?
Di assenzio imbevute e aromatizzate,
affumicate come vecchie cornici.
Dici che il vento ha soffiato via
i nostri occhi stanchi e cerchiati ?
Credi che l’anno ha spazzato le
nostre insane menti appannate ?
Cosa rimane di mille puttane, di
vergini fresche violate ?
forse il ricordo dell’agre sapore,
dell’aroma caldo del piacere ?
Cosa rimane di umili fiere stordite
dal suono chiassoso dell’oppio violento ?
del triste tormento, di Dio in osmosi
coi fiori del male ?
Cosa rimane di baccanali chiassosi e
di allegre serate futuriste ?
Cosa rimane del turgido seno di
ingenui turiste ?
Del dolce sapore di ambrosia,
del nostro non senso del dovere
e dell’ardore che arder ci faceva
senza bruciare mai … cosa rimane ?
Di quella pazzia razionale,
di quella misura con cui perdevamo
la mente tra folle di gente già persa ?
Cosa rimane del genio incarnato in
un calice alzato,… di quel mondo fatato,
di luci, colori, riso e follia…cosa rimane ?
Di magiche ali vitali, della libera linfa
infinita…Libertà, libertè,gridavamo, da tutto
l’umano che come un nano passava gretto e
invisibile sotto i nostri giganti destini.
ora Cosa rimane …. ?
.Luigi.

Eccolo il poeta dell'immagine reale ed assurda .... anzi assurda proprio perchè reale !
Cecil Beaton - Autoritratto

Colori magici, realtà evocative, dagherrotipi che divengono arte, mistura di suoni e di accenti immaginari che solo l'occhio può far evocare alla mente ...... eccola la sua opera una muta sinfonia che crea un frastuono evocativo nelle nostre coscienze terricole.

Vorrei poter avere in un attimo catturata l'eleganza e la bellezza di un gesto


fuggono gli sguardi,
del tempo è cartapesta
lo sfondo di romance e
stelle di paris.
Qual fossero usignoli
al vento dolci amori
e mezze frasi sdolcinate
affidano al tramonto…inetti.
Suona da pigalle
a le folies bergère
il violino dei cuori persi.
Lo spleen ed il languore,
la serenata mesta,
ma da mont martre sul mondo…
les amants stringendosi e torcendosi
in tondo si donano un altro bacio.
Con dolci ammiccamenti
sfiorandosi le labbra
si donano di nuovo.
veloci e pure lenti.
Colori rosso accesi di
giallo paglierino tinteggiati
emanano i lor cuori, stordiscono
i notturni, angosciano gli agiati,
nascosti dietro pieghe temporali,
fuggono gli sguardi dei morali.
Baciatevi, baciatevi di nuovo,
il sole è tramontato e
l’Uomo così grigio e privo
di colori, ha bisogno di sentire
i vostri intensi, ingenui ardori.
.Luigi.