Camminai così tanto che ragionevolmente mi parve assurdo

Eccomi

Utente: aedo08
Nome: luigi sir lapo
Eccomi qua ! Here i'm ! sono aedo08, discepolo di aedo07 ossia il maestro Rainer ..... corro verso una ricerca fatta di suoni e di assurdo .......sempre convinto di poter un giorno trovare l'Assurda Ragione.

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la chimera

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sabato, 22 marzo 2008
NERUDA - Puedo escribir

Posso scrivere i versi più tristi questa notte
Scrivere, ad esempio : La notte è stellata,
e tremolano, azzurri, gli astri in lontananza.
Il vento della notte gira nel cielo e canta.
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Io l'amai , e a volte anche lei mi amò .
Nelle notti come questa la tenni tra le mie braccia.
La baciai tante volte sotto il cielo infinito.
Lei mi amò, a volte anch'io l'amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Pensare che non l'ho.
Sentire che l'ho perduta.
Udire la notte immensa, più immensa senza lei.
E il verso cade sull'anima come sull'erba in rugiada.
Che importa che il mio amore non potesse conservarla.
La notte è stellata e lei non è con me.
E' tutto.
In lontananza qualcuno canta.
In lontananza.
La mia anima non si rassegna ad averla perduta.
Come per avvicinarla il mio sguardo la cerca.
Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.
La stessa notte che fa biancheggiare gli stessi alberi.
Noi quelli di allora, più non siamo gli stessi.
Più non l'amo, è certo, ma quanto l'amai.
La mia voce cercava il vento per toccare il suo udito.
D'altro.
Sarà d'altro.
Come prima dei suoi baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro .
I suoi occhi infiniti.
Più non l'amo, è certo, ma forse l'amo .
E' così breve l'amore, ed è sì lungo l'oblio.
Perché in notti come questa la tenni tra le mie braccia,
la mia anima non si rassegna ad averla perduta.
Benché questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa
e questi siano gli ultimi versi che io le scrivo.

Postato da: aedo08 a 00:43 | link | commenti (1)

sabato, 03 novembre 2007
Il tempo va …..

Vita segreta, vita che scorri

lieta e apparente, in mente

mi lasci dolce e dolente di te il segno.

 

E lei, e l’altra,

la tenera principessa e

l’amico e’l maestro forte,

sfiorati dal vento tremendo di morte.

 

Malinconia è la via già percorsa,

più breve ed ignoto è il passo davanti,

il lasso di tempo che come una morsa

stringe l’abbraccio di lune calanti.

 

Spleen, ideale, diceva il poeta

che ali inetto ne sbatter poteva e

gemeva ed ora muto non parla e

pur si sente …. La gloria del tempo.

.Luigi.

Postato da: aedo08 a 20:06 | link | commenti (2)

lunedì, 22 ottobre 2007
Destino andante-adagio-veloce un poco maestoso

Di donde destin dolente

talvolta la traccia travii,

sospiri per far della mente

fardelli di nubi su navi

partenti per mondi nascosti

su posti latenti d’amori già morti.

.Luigi.

Postato da: aedo08 a 12:49 | link | commenti (1)

sabato, 06 ottobre 2007
Omaggio


(Foto pubblicata da Sbiruuux)

 

La profondita del mare,

il colore del cielo,

sono i "tuoi" occhi, come

di un magico sguardo d'argento.

.Luigi.

 

Ho riflettuto a lungo il colore dei tuoi occhi e non saprei dire se sono una artistica mistura tra un clair de lune ed un tocco lieve di Modigliani o se semplicemente sono dipinti con un colore iperuranico.

Madame .... accetti questo piccolo omaggio ai suoi splendidi occhi.

Postato da: aedo08 a 18:28 | link | commenti (1)

Gerusalemme occupata

Giace nell’orto

del tempo ormai morto,

l’Angelo, assorto di

stelle e magica quiete.

 

Stanco il pastore

coperto di un velo, miete

un pranzo frugale e come

Alveare accoglie l’amore,

poi…lento si stende.

 

Ancora la neve

imbianca la terra,

sul sangue ormai lieve

rimbomba il fragor della guerra.

 

E’ nato per noi il

Pargol divino, oggi è

Il dì di natale…e muore

Innocente un altro bambino.

 

Gerusalemme risorta,

attendesti almeno il dì

tremendo per immolar, gemendo,

il Cristo, di odio umano assorta.

 

E oggi che nasce di nuovo,

oggi che Amore rinnovo…

tu pace non vuoi e stanco ritrovo

l’odio dell’uomo di anni passati.

 

Tra pianti e malati,

soffia una soffice brezza di pace.

La terra rimane contesa tra spiriti

Morti che mai l’avranno presa e

intanto brucia…la sacra brace.

 

Il sangue rovente arde dei colori

delle bandiere, aspettano miti

le fiere i corpi distesi, l’orgoglio

li mescola arresi a terra, stanchi…inanimati.

 

Uomo che guardi i

tuoi piedi, stretto tra

fiati e pensieri…guarda e sii pure perplesso !

“Non è forse lo stesso sangue che scorre a terra,

non è una cosa stupida questa dannata guerra ?”

L’unico a trionfare davvero è l’Uomo morto e oggi

il Cristo risorto ti mostra la vita…unica cosa certa.

.Luigi.

 

Postato da: aedo08 a 14:55 | link | commenti

venerdì, 05 ottobre 2007
Terra Ancestrale

Profumi, colori e sapori di una magica terra

Postato da: aedo08 a 23:55 | link | commenti (3)

Inno alla Jeunesse dorée

Sensazione

Nelle azzurre sere d’estate andrò per i sentieri
punzecchiato dal grano a pestar l’erba tenera:
trasognato sentirò la sua frescura sotto i piedi
e lascerò che il vento mi bagni il capo nudo.
Io non parlerò, non penserò più a nulla:
ma l’amore infinito mi salirà nell’anima,
e
andrò lontano,
molto lontano,
come uno zingaro nella natura,
lieto come con una donna

A. Rimbaud

Postato da: aedo08 a 23:34 | link | commenti

Cosa Rimane ?

Cosa rimane di mille nottate ?

Di assenzio imbevute e aromatizzate,

affumicate come vecchie cornici.

Dici che il vento ha soffiato via

i nostri occhi stanchi e cerchiati ?

Credi che l’anno ha spazzato le

nostre insane menti appannate ?

Cosa rimane di mille puttane, di

vergini fresche violate ?

forse il ricordo dell’agre sapore,

dell’aroma caldo del piacere ?

Cosa rimane di umili fiere stordite

dal suono chiassoso dell’oppio violento ?

del triste tormento, di Dio in osmosi

coi fiori del male ?

Cosa rimane di baccanali chiassosi e

di allegre serate futuriste ?

Cosa rimane del turgido seno di

ingenui turiste ?

Del dolce sapore di ambrosia,

del nostro non senso del dovere

e dell’ardore che arder ci faceva

senza bruciare mai … cosa rimane ?

Di quella pazzia razionale,

di quella misura con cui perdevamo

la mente tra folle di gente già persa ?

Cosa rimane del genio incarnato in

un calice alzato,… di quel mondo fatato,

di luci, colori, riso e follia…cosa rimane ?

Di magiche ali vitali, della libera linfa

infinita…Libertà, libertè,gridavamo, da tutto

l’umano che come un nano passava gretto e

invisibile sotto i nostri giganti destini.

ora Cosa rimane …. ?

.Luigi.

Postato da: aedo08 a 14:57 | link | commenti

Cecil Beaton

Eccolo il poeta dell'immagine reale ed assurda .... anzi assurda proprio perchè reale !

cecil

Cecil Beaton - Autoritratto

Colori magici, realtà evocative, dagherrotipi che divengono arte, mistura di suoni e di accenti immaginari che solo l'occhio può far evocare alla mente ...... eccola la sua opera una muta sinfonia che crea un frastuono evocativo nelle nostre coscienze terricole.

Vorrei poter avere in un attimo catturata l'eleganza e la bellezza di un gesto

 

Postato da: aedo08 a 14:45 | link | commenti

Les Amants

amants

 

con tenere carezze

fuggono gli sguardi,

del tempo è cartapesta

lo sfondo di romance e

stelle di paris.

 

Qual fossero usignoli

al vento dolci amori

e mezze frasi sdolcinate

affidano al tramonto…inetti.

 

Suona da pigalle

a le folies bergère

il violino dei cuori persi.

 

Lo spleen ed il languore,

la serenata mesta,

ma da mont martre sul mondo…

les amants stringendosi e torcendosi

in tondo si donano un altro bacio.

 

Con dolci ammiccamenti

sfiorandosi le labbra

si donano di nuovo.

veloci e pure lenti.

 

Colori rosso accesi di

giallo paglierino tinteggiati

emanano i lor cuori, stordiscono

i notturni, angosciano gli agiati,

nascosti dietro pieghe temporali,

fuggono gli sguardi dei morali.

 

Baciatevi, baciatevi di nuovo,

il sole è tramontato e

l’Uomo così grigio e privo

di colori, ha bisogno di sentire

i vostri intensi, ingenui ardori.

.Luigi.

 

Postato da: aedo08 a 00:41 | link | commenti